C’è un momento, quando si studia la chitarra jazz, in cui si ha la testa piena di cose. Scale, arpeggi, frasi imparate, rivolti degli accordi, note guida, linee di basso. Tutto materiale prezioso, raccolto in anni di studio. Eppure, quando si prende in mano un brano, spesso non si sa da dove cominciare per usarlo.

La risposta che do ai miei allievi è molto semplice, ed è anche uno dei modi più divertenti che conosco per studiare. Impara un arrangiamento del brano, per esempio in chord melody, con la melodia e gli accordi insieme. Poi usa quell’arrangiamento come una palestra.

Prendiamo Days of Wine and Roses. Il brano si apre su un accordo di Fa maggiore, che porta verso un Si bemolle minore. Invece di passare subito al secondo accordo, mi fermo. E mi chiedo: quali Fa maggiore conosco? Posso suonarne diversi rivolti, posso sostituirlo con un Re minore settima, posso cambiare il registro. Ognuna di queste possibilità è qualcosa che ho già studiato, e che finalmente trova un posto dove essere suonata.

Poi mi chiedo quali scale posso usare. La scala di Fa maggiore, per esempio. Ma la cosa importante è non pensarla come qualcosa di fermo. Quell’accordo non è statico: sta andando da qualche parte. La scala diventa un percorso verso l’accordo successivo, e la frase che suono ha una direzione.

Il segreto, almeno all’inizio, è suonare fuori tempo. Quando si suona a tempo c’è il vincolo della pulsazione, che ti obbliga a essere su un certo accordo in un preciso momento. È molto più difficile. Da soli, senza metronomo, si ha tutto il tempo di allungare, fermarsi, provare. La pulsazione arriverà dopo, come un ingrediente in più.

C’è anche una ragione più profonda per lavorare così. Alla fine è quello che abbiamo voglia di fare, come chitarristi: suonare i brani. Studiare dentro un brano tiene insieme il repertorio, l’armonia, il lessico, il piacere. E qualunque sia la tua preparazione di oggi, puoi cominciare da qui, con un’armonizzazione semplice e quello che già sai.

 

Ogni brano mette insieme molti ambiti del nostro suonare: repertorio, armonia, lessico, orecchio. Nel video gratuito sul Cerchio dell’Eccellenza ti mostro quali sono i dieci ambiti e come farli lavorare insieme.

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l Cerchio dell’Eccellenza, i dieci ambiti della chitarra jazz – video gratuito di Manuel Consigli

Il Cerchio dell’Eccellenza: i dieci ambiti del chitarrista jazz. Clicca per guardare il video.