Ti sarà senz’altro capitato di sentir frasi del tipo: 

”quel tal musicista ha un senso ritmico innato” 

oppure

“lo swing non si può imparare, o uno ce l’ha…” 

Se sei fra quelli che pensano di non essere tra i pochi baciati dalla fortuna c’è una buona notizia per te!
Ma prima voglio cercare di spiegarti l’origine di questa credenza.
Il ritmo ha due componenti molto diverse fra loro, quasi fossero le due facce opposte della stessa medaglia.
La prima è la componente logico-simbolica, fatta di relazioni matematiche e simboli grafici.
La seconda è la componente fisica, fatta di movimento, di corpo e di un istinto, che affonda le sue radici nelle manifestazioni più arcaiche dell’espressione dell’uomo.
Mentre la componente logico-simbolica è sempre stata oggetto di studio nella didattica musicale occidentale, la seconda, quella più legata al corpo, è stata molto trascurata, probabilmente per il predominio culturale del pensiero scientifico e della morale cattolica.
Il risultato è che le abilità ritmiche del musicista solo di rado sono coltivate fino in fondo, restando prerogativa di pochi musicisti particolarmente dotati di una naturale predisposizione psico-fisica.
La verità è che, anche se è importante la comprensione degli aspetti logico-matematici del ritmo, nella pratica il ritmo deve essere “sentito” e lo strumento al quale è affidato questo compito non è la nostra mente ma è il nostro corpo.
Ecco dunque la buona notizia:
chiunque può sviluppare pienamente un preciso, naturale e comunicativo e pienamente soddisfacente senso del ritmo!
Se vuoi raggiungere questo obbiettivo, però, dovrai fare un lavoro sul tuo corpo.

Così come lo studio degli aspetti logici del ritmo ha bisogno della comprensione delle relazioni matematiche e dei simboli grafici, lo studio della percezione del ritmo passa attraverso diversi tipi di esperienze fisiche.
Prima di entrare nello specifico voglio fare una premessa generale sul carattere di questo tipo di lavoro.
Tutto quello che ti serve per raggiungere i tuoi obbiettivi è già dentro di te!
Il ritmo non è solo una componente della musica, è prima di tutto una condizione esistenziale dell’essere umano.
Prima ancora di essere venuto al mondo hai ascoltato per nove mesi il “beat” del cuore di tua madre!
Il mondo in cui sei venuto alla luce è un mondo ritmico, pensa a queste cose:
L’alternanza del giorno e della notte…
Delle stagioni…
Delle fasi lunari…
Le onde del mare che si susseguono sul bagnasciuga…
Il tuo stesso respiro
E ancora…
I semafori, verde, giallo, rosso, verde…
Il tergicristallo che si muove sul parabrezza…
Tutto intorno e dentro di noi avviene ritmicamente.
Il ritmo è presente anche in ogni forma d’arte:
in un quadro, in un romanzo, in un film…
perfino l’architettura è ritmica:
pensa al ritmo del colonnato di un tempio greco, pensa alla forza espressiva di un arco di una chiesa o alla pianta stessa di una città…
È molto importante essere consapevoli che il ritmo non è un’abilità da apprendere.

Il ritmo è la tua natura, è il tuo ambiente, è già dentro di te!

Nei prossimi post dal titolo “Le chiavi della percezione ritmica” vedremo quali sono le esperienze fisiche che possono portarti al pieno sviluppo del tuo potenziale ritmico.

Stay in tune!

Manuel Consigli